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Ecig, big battery, box mod. Intervista ad un veterano della sigaretta elettronica.

17 marzo 2014 in Curiosità

Il mondo della sigaretta elettronica non è fatto solo di eGO e di mini-ecig, ma c’è un retroscena incredibile fatto di big battery, box mod, personalizzazioni e fai da te, tutto all’insegna di un grandissima passione per lo svapo. Qualche mese fa abbiamo introdotto le Box mod, grazie alla disponibilità di Giuliano e Gianluca di Smoking Passion. Questa volta andiamo oltre, con un’intervista ad un veterano dello svapo: lui è Michele, conosciuto tra i vapers con il nick mc0676, fondatore di uno dei principali blog italiani dedicati agli appassionati: EsigBlog.

Ciao Michele, oltre che gestire un blog per gli appassionati sei anche un veterano dello svapo. Ci racconti come hai scoperto la sigaretta elettronica? E com’è stato il tuo primo approccio?

Ciao Alessandro, grazie innanzitutto per questa opportunità.
Io ho scoperto la sigaretta elettronica nel 2010 verso fine dicembre. Un giorno andai in Farmacia e notai in un angolo quella piccola sigaretta elettronica della T-Fumo. Ma non la comprai in quel momento. L’acquisto avvenne a febbraio, due mesi più tardi e da li poi ne è nata una grande passione che di fatto mi ha permesso di abbandonare le “bionde”.

Questo è un periodo difficile per la sigaretta elettronica, cosa ne pensi della situazione attuale?

La situazione è indubbiamente drammatica.
Chi, come me, ha potuto osservare come la sigaretta elettronica si sia espansa rapidamente tra metà 2012 e metà 2013 si rende perfettamente conto, adesso, di come ci sia stata una decisa inversione di tendenza.
A dire il vero ad un certo punto sono arrivato a pensare che la crescita era perfino spropositata ossia cioè che l’offerta stesse superando la domanda.
Poi in un preciso momento, che tutti conosciamo, è arrivata la nuova legge con la famosa accisa del 58.5% la quale, assieme ad altre novità, ha creato una forte situazione di caos che di fatto ha paralizzato il mercato della sigaretta elettronica. Di fatto, purtroppo, alla paralisi sono seguiti dei passi indietro con il risultato che molti negozi hanno dovuto chiudere i battenti.

Sul tuo blog dai molto spazio ai big battery e soprattutto agli atomizzatori rigenerabili. Che consigli dai a chi si vuole avvicinare a questo mondo?

Quando ho iniziato a svapare subito dopo la T-Fumo ho acquistato un Kit eGo con il quale ho svapato felicemente per quasi 3 mesi. Dopodiché sono passato appunto ai Big Battery e ti assicuro che all’epoca, 3 anni fa, non c’era di certo la scelta che invece c’è oggi. Oggi è molto più facile, chi inizia oggi ha un’ampia scelta. Sia di Big Battery meccanici (ossia quelli privi di elettronica) che di elettronici.
Senza entrare troppo nel merito e nel tecnico, io consiglio vivamente di iniziare con un Big Battery elettronico perché è più facile da gestire e permette di svapare in modo costante senza accusare durante l’uso i caratteristi cali di resa dei Big Battery meccanici.
Eventualmente prima di acquistare uno dei prodotti più blasonati e costosi che ci sono in commercio (ad esempio il Provari di Provape o il Semovar di Svoemesto) eventualmente uno può pensare di acquistare un prodotto di fascia bassa-media (ad esempio il Vamo oppure l’Innokin SVD) che pur essendo meno rifiniti offrono un buon funzionamento.
Consiglio questo perché cosi uno capisce se un Big Battery fa al caso suo o meno senza dover spendere chissà quali cifre. Se poi piace beh a quel punto per il compleanno ci si può regalare il Big Battery “top gamma” del momento.

Per quanto riguarda il sistema di alimentazione beh il discorso è molto complesso. Innanzitutto si deve essere disposti a fare un pò di pratica perché all’inizio è giusto che sia cosi e un minimo di tempo di apprendimento è sempre necessario. E poi, cosi come nel caso dei Big Battery, c’è una vastissima scelta che io restringerei a due sistemi di alimentazione in particolare: il Kayfun (Russian) e Ithaka (Magoo).
Cosi come per i Big Battery ho consigliato di acquistare oggetti di fascia medio-bassa all’inizio, allo stesso modo può avere senso acquistare dei sistemi di alimentazione “clone” all’inizio in modo da far pratica senza fare danni su oggetti di valore.

Certamente, in ogni caso, è sempre consigliabile consultare forum o blog a tema per leggere le varie recensioni per scegliere in tutta tranquillità.

E delle box mod cosa ci racconti? Sbaglio o hai anche provato a costruirne una autonomamente?

Sbagli, poiché me ne sono costruite ben più di una!

Ho scoperto le box mod a inizio 2012, quando era un anno che svapavo e da allora non me ne sono mai separato e tutt’ora, ogni tanto, me ne faccio una nuova cosi per passatempo e divertimento.
E’ un concetto di svapo un pò diverso che può piacere o meno ma che, di sicuro, allo stato attuale rappresenta l’apice del gradimento nello svapo.
Sono infatti fermamente convinto del fatto che nessun sistema di alimentazione montato sul miglior big battery in circolazione possa competere, se parliamo di appagamento, con una box mod con un buon atomizzatore, rigenerabile o meno.
Tra l’altro le box mod moderne sono grandi più o meno come un pacchetto di “bionde” e permettono di svapare con un autonomia di almeno una giornata per molti svapatori.
Purtroppo questo tipo di svapo non sembra incontrare un grosso riscontro a livello mondiale: infatti se è vero che in Italia la box mod è molto diffusa all’estero in proporzione i Big Battery sono di gran lunga più diffusi. Un vero peccato perché questo di fatto i produttori di box mod si contano sulle dita di una mano e di conseguenza c’è una scelta limitata e prezzi non proprio popolari.

Ci saluti con un consiglio a tutti i fumatori tradizionali che sono ancora indecisi sul passaggio alla sigaretta elettronica?

A chi è ancora in dubbio se passare all’elettronica posso dire che tentare non costa nulla. Dopo tutto un fumatore oggi spende non meno di 5-6 € al giorno e con quello che oggi si spende in 15 giorni per fumare le bionde si può acquistare un buon kit e del liquido per svapare almeno un mese. Aggiungo anche che la nicotina non è il demone che tutti descrivono: la nicotina è quella che ci crea la dipendenza ed è quella che l’elettronica può darci al pari delle bionde. Ma non è certo la nicotina la causa delle tante malattie, purtroppo spesso mortali, che sono causate dalle bionde tradizionali.

Indubbiamente serve attenzione, occorre capire qual’è la giusta percentuale di nicotina con cui iniziare e questa scelta è una scelta fondamentale perché sarà quella che determinerà o meno il rigetto o il successo verso la sigaretta elettronica. Poi con il tempo ci sarà modo di ridurre il livello di nicotina ma partire con il giusto livello per “vivere” meglio la fase transitoria è importante.
All’inizio si potrà alternare l’elettronica a qualche bionda ma vi assicuro che se riuscirete per due o tre giorni a svapare e basta vedrete che il quarto giorno vi sarete già dimenticati delle bionde.
Ad aiutarvi ci sarà il vostro fisico che fin dai primi giorni vi farà capire che sta gradendo l’elettronica e un grande aiuto verrà anche da tutte le persone che vi stanno intorno che non sentendo più i classici odori, poco piacevoli, delle bionde si avvicineranno più facilmente a Voi.

La sigaretta elettronica ha solo un grande difetto: per rendersi conto di quanto sia migliore rispetto alle bionde è necessario usarla per un pò di tempo. Ma se ci riuscirete poi non tornerete più indietro.

Concludo ricordanti a tutti che il web anche in questo caso viene in nostro soccorso: in Italia per fortuna ci sono parecchi forum e blog dove centinaia di svapatori non si tireranno di certo indietro di fronte ad una vostra richiesta di aiuto e questo, cosi come ha aiutato me, vedrete che aiuterà anche voi!

Ciao a tutti e grazie a Vaper Magazine per l’opportunità,
Michele
www.esigblog.com


Di Alessandro Raimondo

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